Storia Australiana

La storia australiana, almeno quella delle origini, è la storia dei singoli stati, come ve l'abbiamo raccontata negli articoli dedicati a loro. Vediamo di ripercorrerla nelle sue tappe principali. La storia australiana parte, inevitabilmente, con gli aborigeni, che, arrivati dall'Asia, per primi abitarono questo enorme paese. Tanto per dare un'idea di quanto pesantemente e drammaticamente gli europei impattarono su queste popolazioni, basta dare queste cifre: all'arrivo dei primi esploratori di aborigeni ve n'erano quasi un milione.

Il primo esploratore ad avvistare l'Australia, nel 1606, fu Willem Janszoon. Solo dieci anni dopo Dirk Hartog vi sbarcò, primo europeo a mettere piede qui. Negli anni successivi altri esploratori giunsero su queste coste: il più famoso fu Abel Tasman, l'olandese a cui si deve la scoperta della Tasmania.

Attorno alla fine del '600 gli inglesi intrapresero una serie di missioni, finanziate dalla Società Geografica Britannica, che però non ebbero l'esito sperato, anche per alcuni errori di valutazione degli esploratori stessi. La storia australiana doveva, in qualche modo, cambiare con l'arrivo di James Cook che, con il suo viaggio diede inizio ai progetti espansionistici della Corona Inglese sull'Australia. Fu così che si diede inizio alla costituzione su suolo australiano di alcune colonie penali in cui, condannati e prigionieri, lavoravano per estrarre minerali. In quegli anni ebbero inizio anche le tensioni con le popolazioni aborigene. Ma le tensioni non mancarono neanche tra inglesi. Il governo britannico aveva creato i "Reparti del Nuovo Galles" con lo scopo di controllare i detenuti e i beni della Corona, se così possiamo dire. Ma, ben presto, assunsero posizioni autonomiste e ribelli, come il commercio illegale di rum. Tutto ciò sfociò in scontri con la stessa madre patria che, alla fine ebbe la meglio anche su questi rivoltosi interni.mappa storica

Il Nuovo Galles del Sud fu uno degli stati attorno a cui si sviluppo la storia australiana e lo sviluppo di altre colonie. Fu soprattutto la figura di Lachlan Macquarie, primo governatore non militare, a dar vita a politiche economiche e sociali che iniziarono ad attirare in Australia anche coloni liberi. In quegli anni nacquero nuove colonie e importanti cambiamenti all'interno dell'organizzazione politica delle stesse. Tutto ciò si accompagnò anche ad un aumento considerevole della popolazione in seguito alla scoperta e allo sfruttamento dell'oro. Come spesso accade, le spinte economiche si fecero sentire anche su quelle politiche: l'Australia si stava allontanando sempre più dalla Madre Patria e sentiva l'esigenza di avere una sua Federazione. Cosa che accadde nel 1897 con l'elezione della prima assemblea costituente.

Essere in qualche modo uno stato comportò per la storia australiana anche la partecipazione a quei teatri della forza e della stupidità che sono le guerre. Nel 1914 l'Australia entrò nel primo conflitto mondiale che provocò perdite altissime tra le sue truppe. Il periodo tra le due guerre vide una grandissima trasformazione nell'economia australiana con un notevole sviluppo industriale seguito da una grande crisi coincidente con la depressione degli Stati Uniti, il maggiore partner commerciale dell'Australia. La crisi economica ebbe conseguenze anche sulla leadership politica che vide alternativamente alla guida prima il Partito Australiano Unito e poi, nel 1939, il trionfo dei laburisti.

E fu proprio il governo laburista a guidare l'Australia negli anni della seconda guerra mondiale, che con l'inasprirsi delle ostilità tra Giappone e Usa e il conseguente allargamento del conflitto anche nel Pacifico, vide molte città australiane bombardate.

Tra il 1950 e il 1960 la storia australiana vide il paese vivere un periodo di stabilità economica e politica, anche grazie a Robert Menzies che, alla guida del Partito Liberale, prese alcune decisioni importanti che aumentarono il peso dell'Australia nell'area del Pacifico. Inoltre varò una riforma che favorì l'arrivo di molti immigrati, visti come una risorsa e non come un fastidio.

Il decennio compreso tra il 1970 e il 1980 vide altre trasformazioni e transizioni politiche tra cui un certo raffreddamento nei rapporti con gli Stati Uniti. Furono anni di forti tensioni sociali e di scioperi e videro il governo laburista, con a capo Malcom Fraser, navigare in acque agitate. Poi, con l'arrivo al governo di un altro laburista, Bob Hawke la storia australiana registrò un periodo di notevolissimo sviluppo economico e il varo di alcuni piani di cooperazione industriale con gli Usa che favorirono un periodo di notevole crescita per il paese. Nel 1991 Hawke fu costretto a dare le dimissioni per uno scandalo che lo vide coinvolto. Furono anni in cui prese il sopravvento una coalizione di destra capitanata da John Howard che impresse grossi cambiamenti sia in politica estera, con un deciso allineamento alla politica americana, sia in politica interna con massicce campagne di privatizzazioni e di tagli alla spesa sociale. Gli anni novanta videro molte tensioni, sia politiche sia sociali che ebbero come conseguenza, come spesso accade, un rigurgito xenofobo e la nascita e crescita del partito "Una Nazione", che molto fece leva su quelle posizioni.

Altri anni difficili seguirono per l'Australia, con tensioni sociali che portarono all'inasprirsi di alcune politiche ultra liberaliste e chiusura sempre più difensiva verso gli immigrati. Nel 2007 un'altra svolta con l'arrivo al governo di Kevin Rudd che cambiò decisamente politica iniziando da un gesto simbolico di enorme importanza: chiese scusa agli aborigeni per i soprusi sopportati e subiti. Si rese più autonomo rispetto agli Usa e iniziò una politica economica che suscitò comunque molte polemiche avendo fatto registrare un certo aumento nella disoccupazione. Nel 2010 venne eletta Julia Gillard, prima donna a capo dell'esecutivo in Australia.


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