Economia Australiana

Il tasso di crescita dell'economia australiana continua, da almeno due decenni, a far registrare risultati superiori a quelli degli altri paesi dell'Ocse. I dati forniti dal FMI (Fondo monetario Internazionale) e aggiornati a tutto il 2011, parlano di un PIL pro-capite che sbalza l'Australia al quinto posto al mondo, trainata dal suo settore terziario; a seguire il manifatturiero, l'edilizio, il minerario e l'agricolo. Questa crescita continua è frutto di alcune politiche economiche che hanno contribuito ad aumentare il dinamismo dell'economia australiana.

A partire dagli anni '80 alcune azioni come l'abbattimento del regime delle tariffe, le privatizzazioni e la riduzione delle imposte, ha dato notevoli spinte all'economia. Parallelamente a ciò si è registrato un notevole incremento del settore finanziario e una notevole flessibilità del mercato del lavoro: quest'ultimo capitolo non è stato privo di polemiche e ricadute sociali. Ciò che non si può più negare è che molti di questi provvedimenti hanno contribuito ad aprire l'economia australiana al mondo introducendo il fattore della competitività.

L'economia australiana è tra quelle che meno di altre ha risentito della crisi mondiale degli ultimi anni; questo grazie al fatto che l'Australia ha creato un'economia sinergica con quelle emergenti dei paesi asiatici, creandosi quindi una sorta di rete di protezione. Certo, in un'economia globalizzata come quella attuale è difficile immaginarsi un paese completamente slegato dagli eventi mondiali, ma l'Australia ha beneficiato di questo scambio con l'Asia, mantenendo una crescita positiva, senza conoscere episodi di recessione. Bssta pensare che, mentre altre economia soffrivano pesantemente trainate dalla finanza, l'economia australiana, nel 2011 è cresciuta addirittura di ben oltre il 2%.

economia australianaLe prospettive continuano ad essere positive proprio grazie al mercato asiatico che aumenterà la domanda di materie prime australiane e il continuo aumento degli investimenti nel settore energetico. Oltre a tutto ciò vi sono alcuni provvedimenti adottati dalla Reserve Bank of Australia come una riduzione del tasso di sconto. Questo, insieme ad altri elementi, ha dato ulteriore forza alla moneta australiana. Oltre ad elementi prettamente finanziari e industriali, anche il governo fa la sua parte per la crescita economica rendendo sempre più concreta la possibilità che, nel 2013, venga raggiunta la parità di bilancio.

Di primaria importanza per la crescita dell'economia australiana, e indice della fiducia nella sua solidità, è l'aumento degli investimenti esteri, più che raddoppiati nel corso del quinquiennio 2005-2010: in primis i paesi dell'Unione Europea, seguiti dagli Usa e dal Giappone. Un dato interessantissimo per l'economia australiana e per le opportunità di lavoro nel paese, i numeri relativi al numero di imprese europee presenti in Australia: sarebbero circa 2400, più di mezzo milione di capitale umano direttamente impiegato in queste imprese, e l'impressionante cifra di ricadute indirette su altri addetti che ammonta a circa un milione e mezzo di posti di lavoro. La crescita degli investimenti non è solo un vuoto indicatore finanziario; nel caso dell'Australia stimao parlando di economia reale in cui gli investitori stranieri testimoniano come l'Australia sia sempre più un teatro perfetto per fare business. Ma gli investitori sono certamente attratti anche dalla crescita del settore finanziario che cresce anche in termini di occupazione arrivando quasi a raggiungere il 4% della forza lavoro.



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